Tornare indietro nel passato per cambiare il futuro. Il nuovo film degli uomini X ritorna in pompa magna riunendo il cast della trilogia originale con quello del prequel. Da amante della saga, non ho potuto lasciar perdere questo nuovo adattamento del fumetto che faceva sperare per il meglio, grazie anche al ritorno alla regia di Bryan Singer.

In un futuro non molto lontano, i mutanti sono una specie ormai sull’orlo dell’estinzione, perseguitati e condannati. L’uomo ha costruito per loro i migliori cacciatori: le sentinelle, robot in grado di adattarsi ad ogni tipo di potere e completamente fatti di polimeri autorigeneranti. Per gli X-men esiste una solo speranza: modificare il passato affinché questo nefasto futuro non abbia mai inizio. Kitty (Ellen Page), grazie al suo potere (che gli sceneggiatori si sono inventati di sana pianta) di portare la coscienza delle persone indietro nel passato, invia la mente di Wolverine (Hugh Jackman) nel suo giovane corpo degli anni 70. La sua missione è fermare Mystica (Jennifer Lawrence) prima che commetta l’omicidio che provocherà una serie di eventi che porteranno alla creazione delle sentinelle.
Dopo l’ottimo prequel, l’attesa per questo nuovo film dei mutanti di casa Marvel era alta, e il ritorno di Singer dietro alla macchina da presa mi ha fatto sperare per il meglio. Lo dico subito: il film mi è piaciuto, più del precedente (e molto di più di quel coso chiamato X-men: conflitto finale), ed è innegabile che sia stato fatto un buon lavoro per creare una storia capace di accontentare sia i fan (anche se ovviamente non è perfettamente fedele al fumetto da cui è tratto) ma anche un pubblico più comune, non conoscitore della serie.
Se X-men: l’inizio raccontava le origini di Magneto (Michael Fassbender), questo nuovo film è più centrato sul professore X, Charles Xavier (James McAvoy), il quale affronterà un viaggio interiore che lo metterà sulla strada per diventare la guida che ha cresciuto gli X-men.

Cambia il passato, cambia il futuro

Con Bryan Singer il film ritorna alla qualità dei primi due della trilogia originale: la storia regge per tutta la durata, senza mai stufare o essere banale, tenendo lo spettatore (o almeno me) fino alla fine incollato alla poltrona. La sceneggiatura è ben scritta, non è “attorcigliata” come può capitare con i film sui viaggi nel tempo, ma è chiara e risalta i personaggi mettendoli in retrospettiva: Si parla di Xavier e del suo rapporto con Raven, la perenne guerra di Erik (Magneto) contro l’umanità per salvare la razza mutante e la paura dell’uomo contro ciò che è diverso e che non si può controllare. Piacevole il ritorno di John Ottman alle musiche; mi mancava il vecchio tema.

Scena dopo i titoli di coda (spoiler!)

Chi è il misterioso soggetto che muove col solo potere della mente le pietre per costruire una piramide? Per tutti i fan del fumetto la risposta è facile: Apocalisse, uno dei primi mutanti mai esistiti e dotato di straordinari poteri, sarà la prossima nemesi degli uomini in tutina attillata. Prima di vederlo sullo schermo però ci vorranno come minimo altri due anni o più, nel frattempo ne approfitto per rileggere qualche sua storia.

Voi avete visto il nuovo film degli X-men? Scrivetemi cosa ne pensate!


Filippo Giacometti