Nella più prestigiosa e ambita scuola del mondo, l’università di Oxford, solo le persone considerate più meritevoli e prestigiose vengono ammesse al famoso Riot Club, un gruppo di dieci persone ambiziose appartenenti alle alte caste sociali.

The Riot Club, questo il titolo originale, è un opera cinematografica diretta da Lone Scherfig, un film drammatico contemporaneo che parla di come i ricchi, chi detiene il potere nelle società, riesce sempre ad averla vinta qualsiasi cosa faccia ingannando la giustizia. Arroganti, viziati, narcisisti, sono i membri del prestigioso Riot Club, dieci studenti che dovrebbero rappresentare il meglio di Oxford, coloro che sanno di avere già un poltrona pronta, che avranno il potere e pertanto non conoscono freni alla loro inesauribile boriosità.

Posh è una pellicola che raggiunge il suo obbiettivo ma saltando alcune tappe, aveva un buon idea però non riesce ad esprimerne appieno il potenziale. Ci sono i protagonisti giusti, lo stile giusto, quello dove pecca è il tempo di svolgimento. La parte centrale è eccessivamente lunga, si arriva troppo in fretta alla conclusione senza che ci sia il tempo necessario per approfondire meglio la situazione e i personaggi. Certo, quella parte principale, la cena, riesce a riassumere pianamente le malvagità, la spregevolezza, la follia che il film vuole comunicare ma corre tutto così in fretta, risultando forse troppo eccessivo.

L’inizio e il finale sono ottimi, ben congegnati, soprattutto quest’ultimo che sembra quasi stroncare il film e ti fa chiedere “Ma finisce così?”, dopo però capisci che alla fine non c’era da dire nient’altro.

Posh poteva essere un ottimo dramma moderno, un finestra sulla società moderna e la differenza tra povertà e ricchezza, ma pur rimanendo una pellicola interessante non riesce a raggiungere la metà.


Filippo Giacometti