Dopo il rilancio in grande stile per mano di Brad Bird e il suo Ghost Protocol, Mission Impossible è ritornata ad essere una delle serie action/thriller più amate da pubblico e critica. Il compito di riuscire a mantenere alto il nome del franchise è stato dato a Christopher McQuarrie, il quale aveva giù dimostrato la sua bravura nel dirigere pellicole del genere (e Tom Cruise) con Jack Reacher. 

Mission Impossible Rogue Nation è un eccellente film d’azione ricco di scene ad altro tasso di adrenalina, inserite all’interno di una storia dalla strutture chiara e ben definita ma non per questo prevedibile, con protagonisti  Tom Cruise, un aitante Ethan Hunt che non perde mai il suo fascino, accompagnato da una perfetta spalla comica a cui sta il nome di Simon Pegg e la bella quanto letale Rebecca Ferguson nel ruolo di una spia doppiogiochista. Si uniscono al cast un Jeremy Ranner un po’ moscio e il felice ma non necessario ritorno di Ving Rhames, oltre la comparsa gradita di Alec Baldwin.

L’immancabile piano complicato dalle basse probabilità di successo in cui il protagonista si salva sempre in extremis è uno dei marchi di fabbrica di Mission Impossible: gli sceneggiatori si sono divertiti ad architettare una “missione impossibile” ai limiti del realismo, insieme a scene d’inseguimento rocambolesche e ingegnosi piani per mascherare il cattivo di turno, il tutto condito da un pizzico di umorismo.

Siamo di fronte ad un classico d’azione che non vuole adattarsi alle mode odierne (come ha fatto invece James Bond) e che onestamente spero non faccia mai perché film del genere, vecchio stile con effetti speciali pratici e ottimi trame, ne fanno sempre di meno.

Missione compiuta.


Filippo Giacometti