Sparito dai radar per diversi anni, il Mel Gibson regista ritorna dietro la macchina da presa con La battaglia di Hacksaw Ridge, la storia vera del soldato Desmond Doss e della sua eroica impresa durante la battaglia di Okinawa.

Quando devo scegliere quale film guardare una delle cose che non faccio mai è leggere la trama. Quello che mi interessa soprattutto sapere è chi ha fatto il film. Il motivo: non ritengo la storia di un film così rilevante ma do molto più peso a come viene raccontata. Infatti, posso avere davanti uno dei più bei libri mai scritti al mondo ma se mi mettessi a leggerlo ad alta voce in pubblico, sarei comunque molto molto molto meno interessante di un Luca Ward che legge il menù di una pizzeria. Questo perché io faccio il blogger e la voce la uso solo per sparare cazzate mentre Ward è un attore professionista e doppiatore di prestigio.

La battaglia di Hacksaw Ridge è un buon film che racconta una storia bellissima. Il tipico caso in cui il materiale di partenza è già di per se valido e basta semplicemente un lavoro di collage per ottenere il risultato sperato.

Non voglio affermare che sia brutto ma semplicemente ritengo che buona parte del merito vada all’eroicità del protagonista Desmond Doss e al teatro della Seconda Guerra Mondiale. Sono infatti le gesta di altruismo e coraggio di Desmond e il dramma della WWII ad emozionare, Gibson non dice nulla di particolare con la sua regia ma fa un lavoro scolastico, dallo stile classico, ispirato alle grandi pellicole del genere come Full Metal Jacket Salvate il Soldato Ryan. 

La recitazione di Andrew Garfield è sufficiente per dare un’anima al suo personaggio, anche se mi chiedo come mai l’Academy l’abbia nominato per questo ruolo piuttosto del più difficile padre gesuita di Silence. 

Quello in cui riesce bene La battaglia di Hacksaw Ridge è nella riproduzione terribilmente fedele degli scontri, in cui giovani uomini venivano falciati dal piombo, mogli diventavano vedove e bambini orfani di padre. Fango, sangue e fatica erano merda quotidiana in quei giorni e Mel Gibson mostra senza censure quell’inferno sulla Terra. Un buon montaggio ed effetti sonori esplosivi incorniciano la scena, insieme a una fotografia che ben si padroneggia nei frenetici scontri a fuoco. Non particolarmente ispirate invece le note di Rupert Gregson-Williams.

La battaglia di Hacksaw Ridge è una storia emozionante di un vero eroe che uscì vincitore dall’inferno senza mai venire meno ai suoi principi. Una storia che sarebbe stata ancora più bella da vivere se narrata da un regista con una sua visione e direzione personale. Si tratta di una bel film ma nulla di più, e per questo ritengo le nomination non meritate, esclusi premi tecnici.


Filippo Giacometti