Sono passati diversi anni da quando sentii per la prima volta il tonfo dei passi pesanti di un T-Rex affamato il cui ruggito faceva tremare le poltrone. L’opera letteraria di Michael Crichton ritorna  per le quarta volta al cinema questa volta col nome di Jurassic World. I dinosauri sono veramente tornati?

Passati 22 anni del primo, disastroso, parco dei dinosauri, il sogno di John Hammond viene riportato in vita dalla Masrani Corporation, capitanata dal miliardario Simon Masrani. Migliaia di persona occorrono per vedere i dominatori del passato ma il pubblico, ormai abituato all’esistenza dei dinosauri, comincia a perdere interesse così, la responsabile del parco Claire Dearing e il capo genetista decidono di creare un nuova specie di dinosauro, più forte e cattivo, per aumentare il fattore “Wow”.

Ovviamente questo nuovo mostro preistorico, chiamato simpaticamente  Indominus Rex,  si rivela essere una testa calda e ben presto finisce per portare caos e morte nel parco.

Jurassic World è l’ennesimo sequel di cui non c’era bisogno: prevedibile da essere nauseabondo, nostalgico e pieno di citazioni che mi vanno venire solo in mente quanto fosse bello il primo, vero, Jurassic Park, di quanto fosse emozionante e di quanto questo non lo sia affatto. Una accozzaglia di effetti speciali in computer grafica senza anima e che non danno senso di realismo. Un personaggio burlone, tipicamente americano, come Chris Pratt che rimane StarLord nonostante abiti e armi diverse, affiancato dalla sua morosa/capa Bryce Dallas Howard, la quale dimostra tutta la sua maestria nel correre coi tacchi. Non possono mancare i marmocchi del caso, due fratelli (un adolescente tipo e il bambino rompiballe con eccessi di zuccheri) che sono così stupidi da entrare dove c’è scritto “non entrare” perché per ragioni di copione devono imbattersi nel cattivosauro di turno.

Manca il brio, il terrore, la suspense, la bellezza e l’anima di Jurassic Park. Una mera operazione commerciale per attirare orde di bimbini e quei poveracci che, sperano di rivivere le emozioni di quando videro per la prima volta una Brachiosauro. Non si salvano nemmeno le musiche di Giacchino, smorte e che ritrovano vigore solo quando si sente il tema di John Williams.

Errori (Spoiler)


  • Sul serio non riescono a vedere o sentire un bestione di 15 metri dentro una gabbia?
  • Addomesticare Velociraptor è una cosa impossibile. Devono aver mischiato il DNA con quello di un cane.
  • Non ha alcun senso usare dei Velociraptor nell’esercito: non sono abituati ad una clima diverso da quello dell’isola, dubito siano adatti per un combattimento urbano, non eseguono ordini, per cacciare qualcuno hanno bisogno del suo odore, puzzano, hanno bisogno costantemente di qualcuno che li sappia addestrare, i droni sono molto meglio e non ti mangiano se gli girano.
  • L’Indominus Rex si toglie il chip dalla pelle ma non si vede da nessuna parte la ferita.
  • L’Indominus Rex ha un chip che può dare una scossa elettrica se si avvicini alle strutture turistiche. Ma utilizzarlo subito quando è scappato, no?
  • Quando l’esercito ha il bersaglio sotto tiro deve aspettare che L’Indominus Rex faccia qualcosa di figo e poi possono sparare mancando ovviamente il bersaglio (che ricordo è un bestione di 15  metri) ad un sputo di distanza e mi raccomando tizio con il lanciarazzi, spara solo quando il bersaglio è fuori portata.


Filippo Giacometti