Il cinema questo anno sembra avere già un genere di preferenza: i film biografici. Infatti, non è un caso che tre film su tre che ho visto solo questo mese siano tratti da storie vere e molti altri ne arriveranno in futuro (o forse sarà che gennaio non è mese da blockbuster).

Se venerdì scorso ho scoperto la pittrice degli occhi grandi Margaret Keane, martedì il cecchino più letale dell’America Chris Kyle, oggi ho vissuto la vita di una dei personaggi chiave della nostra storia la cui esistenza ha cambiato il mondo di oggi: Alan Turing.

Alla regia troviamo il poco noto Morten Tyldum, nei panni del protagonista il ben più famoso attore dal nome di non facile pronuncia Benedict Cumberbatch. Un Benedict alla prese con un personaggio sociopatico, diverso, chiuso nel suo mondo e dal grande intelletto; Un personaggio, quello di Alan Turing, che ben combacia con le personalità di Cumberbatch, con il suo sguardo glaciale, riesce a portare su schermo un Alan Turing ricco di sfaccettature, un personaggio tridimensionale, capace di passare dal fermezza, dalla logica del suo genio, a lasciarsi trasportare dalle emozioni facendo sboccare il suo animo umano spesso nascosto da formule matematiche e statistiche.

The Imitation Game è un meccanismo oliato che funziona alla perfezione, in cui ogni pezzo si incastra alla perfezione con l’altro, grazie ad un ottima sceneggiatura in cui la storia passa dal presente, al futuro e al passato di Turing in modo trasparente, dandoci un ampia veduta sulla vita di questo geniale enigmista. Non mancano i momenti di tensione,i giochi di spie e segreti da mantenere ne i momenti umoristici perfettamente in linea con lo stile della pellicola, il tutto arricchito dalle ottime partiture di Alexandre Desplat, dolci note per le orecchie che confermano ancora una volta la bravura dell’artista francese.

L’unico difetto che mi vedo costretto sottolineare è un Keira Knightley incapace di essere neanche lontanamente alla pari di Benedict Cumberbatch, forse lui troppo bravo ma di sicuro lei non si è impegnato molto per questo ruolo portando ad un risultato scialbo e per niente appagante.

The Imitation Game è per adesso il miglior film che ho visto quest’anno e sicuramente la miglior interpretazione di Benedict Cumberbatch fino adesso, probabilmente in lizza per gli Oscar.


Filippo Giacometti