Il 24 luglio 1969 Neil Armstrong è diventato il primo uomo a posare piede sulla Luna. Un evento storico che ha ispirato le generazioni future e ampliato gli orizzonti dell’umanità. Un’impresa titanica ad alto rischio di fallimento, una sfida difficile che ha richiesto sacrifici, duro lavoro e coraggio. 

Il regista Damien Chazelle, dopo Whiplash e La La Land, racconta la storia di Neil Armstrong in First man – il primo uomo. Non il Neil eroe americano ma l’uomo dentro la tuta spaziale. L’uomo che è riuscito ad affrontare la morte della propria figlia, i funerali dei suoi compagni, la pressione e la paura del fallimento. Il Neil Armstrong di Ryan Gosling è freddo, pacato e apparentemente inespressivo. Una persona che trattiene le emozioni ma che comunque trasparono in piccoli gesti, in micro espressioni e momenti di intimità che rendono il personaggio umano.

Se Armstrong trattiene tutto all’interno, è sua moglie Janet Shearon, una splendida Claire Foy, a farsi carico delle emozioni del marito. Appare infatti che tutto il dolore, la paura siano di Armstrong ricadono tutte su di lei. 

Il primo uomo è un film in soggettiva e si distacca dagli altri esponenti del genere mettendo lo spettatore al centro dell’azione. La sensazione è quella di essere a bordo della nave spaziale grazie a una fotografia claustrofobica, con molti primi piani e dei piani sequenza a gravità zero spettacolari. Gli effetti speciali sono quasi invisibili, con scene che sembrano reali come mai nessuno aveva fatto prima, meglio anche di Gravity e Interstellar.

Il sonoro enfatizza la tensione e l’azione con suono potenti e un ottimo utilizzo dei canali Dolby Atmos. Essendo nello spazio ci sono molte scene senza sonoro, alcune volte compensate dalle musiche minimali di Justin Hurwitz, e altre senza un singolo rumore. Senza sonoro l’immagine diventa la protagonista assoluta e rende tutto più reale. In particolare la scena dell’allunaggio, in cui la mancanza di qualsiasi suono comunica un profondo senso di solitudine di fronte alla vastità dell’universo. 

Damien Chazelle si dimostra un polimorfo della regia. Lo stile è ben diverso dalle sue precedenti: First Man è un film drammatico, ben lontano dalle atmosfere allegre di La La Land. N

First man – il primo uomo è un grande film diretto magistralmente e tecnicamente perfetto. Una pellicola che mostra uno dei più grandi eventi della storia dalla prospettiva umana esaltando ogni emozione di quel momento. Niente patriottismo, niente esaltazione degli Stati Uniti d’America ma solo un uomo che affronta il più grande dei viaggi, non solo verso la Luna, ma soprattutto quello della vita.


Filippo Giacometti