Big Eyes non è quel genere di film che aspetteresti di Tim Burton, soprattutto se si è abituati al suo stile un po’ sopra le righe, leggermente macabro, vagamente matto, originale a modo suo. Qui non c’è Johnny Depp ne Helena Bonham Carter, sostituiti da Amy Adams e Christoph Waltz, attori di livello che si ritrovano ad interpretare rispettivamente le vesti di Margaret Keane e Walter Keane, realmente esisti come la storia che racconta questo film.

Big Eyes è quel genere di opera cinematografica che mi viene difficile da recensire, non avendo ne difetti ma nemmeno motivi particolari per elogiarlo, semplicemente è bello con una buona regia, con bravi attori ecc. ma senza che spicchi mai il volo, che ci siano dei momenti che lo rendono migliori di altre opere. Sarà forse la storia, che di per se è interessante ma non così esaltante e soprattutto non ha molti spunti per parlare di qualcos’altro.

Inoltre sapendo già come finirà la vicenda (essendo una storia vera) perdo un po’ il mordente, non dico che non riesce ad intrattenere per tutta la sua durata, dico solo che manca di quell’elemento alla Tim Burton (a parte i quadri), manca quello stile suo che lo rende subito riconoscibile.

Big Eyes è da vedere, ne vale la pena, ma non è un dramma se non lo fate.


Filippo Giacometti