Sono passati tre anni da quando uscì The Avengers, il blockbuster che si pose sul podio dei migliori film supereroistici mai creati e conferì a Josh Whedon il potere sul popolo geek. Un fardello a lui assegnato dalla Marvel, che continua a portare sotto la pressione e la paura di deludere i milioni e milioni di fan del franchise. Avengers – Age of Ultron è un degno successore? (Spoiler) Si.

Il gruppo di supereroi più potenti delle Terra ritorna in un scoppiettante, esuberante ed esplosivo sequel dai toni più cupi e seri, mettendoci più cuore e sentimento aggiungendo tridimensionalità ai suoi protagonisti. La trama corre in doppia corsia ponendo Ultron, un avversario apparentemente invincibile, fatto di metallo e acciaio, superiore alla razza umana che così tanto vuole distruggere per ottenere la pace, e dall’altra gli umani, con le loro paure che più che mai in questa pellicola vengono esposte con interessanti retroscena.
Whedon sposta saggiamente i riflettori su Vedova Nera e Occhio di Falco, dandogli spessore e raccontando più di loro e delle loro vite. C’è molto più affetto, la volontà di mostrare l’eroe senza il costume, messo a nudo davanti alle proprie paure.

Ultron non è la nemesi fredda e imperturbabile che ci si aspetterebbe da una macchina: ha una sua personalità, robotica nella sua razionalità e logica e allo stesso tempo umana nel modo di esprimersi e nel forte istinto di sopravvivenza. Il tema dell’intelligenza artificiale, molto ricorrente quest’anno, è affrontato in maniera leggera ma efficace e coerente con lo stile della pellicola.
La trama accelera e frena improvvisamente nella seconda parte, forse in maniera troppa brusca e inadatta a come siamo sempre stati abituati; fortunatamente Josh Whedon rimette il piede sull’acceleratore e corre al massimo fino al finale ricco di scene da “orgasmo geek” e colpi di scene inaspettati.

Avengers – Age of Ultron è il degno erede dell’epopea marveliana, un sequel che matura ma rimane fedele alle sue radici fumettistiche e alla narrazione leggera ricca di personaggi brillanti e avventure emozionanti (non come quelle noiose di War Machine).


Filippo Giacometti