Dopo il reboot della saga videoludica per mano di Crystal Dynamics, l’eroina dei videogiochi per antonomasia Lara Croft ritorna sul grande schermo con Tomb Raider. 

Quando si parla di un film adattato da un videogames, le gambe iniziano a tremare e si suda freddo: sale la paura di andare al cinema  e vedere un filmetto bruttino, che dello spirito originale del gioco prende ben poco.

Tomb Raider conferma purtroppo e per l’ennesima volta questa paura, risultando un film banale, prevedibile e privo di mordente. Un collage di pezzi di gioco e famose scene dei classici dell’avventura, come Indiana Jones e l’ultima crociata. Una storia lineare, riciclata e che non riesce a dire nulla di nuovo che i suoi predecessori non abbiano già fatto.

Fortunatamente Lara Croft, interpretata da Alicia Vikander, è l’ancora di salvezza di un film altrimenti dimenticabile. Lara non è una supereroina ma una ragazza “normale” in una brutta situazione. Tenace, coraggiosa e intelligente. Determinata a raggiungere il suo scopo a ogni costo. Lara affronta un viaggio alla ricerca di sua padre scoprendo la sua vera natura, il suo lignaggio.

Tale evoluzione avviene però in maniera poco naturale, velocizzata per esigenze di copione. Lara passa da ragazza innocente ad avventuriera letale saltando tutti i “livelli” tra i due stati. Tutto ciò rende il suo personaggio artificioso e quindi irrealistico, allontanandolo dal pubblico.

La figura del padre, il cui destino è limpido fin dalle prime scene, è un elemento di disturbo per la crescita della protagonista. La storia ruota eccessivamente intorno a lui e viene dato fin troppo spazio al suo personaggio.

Le spettacolari scene d’azione (copiate dal gioco) salvano lo spettatore dall’appisolamento e danno un senso a quel collante narrativo che fatico a chiamare “trama”.

L’antagonista sembra sia stato pescato dalla cesta dell’usato e si può racchiudere nella cerchia dei cattivi “faccio solo il mio lavoro e uccido la gente a sangue a freddo per fare sapere al pubblico che sono cattivo”. Totalmente privo di una vera personalità.

Tomb Raider puzzava di marcio fin dal suo annuncio. Non voglio essere pessimista ma è statistico che i film tratti dai videogiochi siano per la maggior parte dei casi immondizia. Tomb Raider ci prova ma fallisce miseramente cadendo nella fossa comune dei suoi predecessori.


Filippo Giacometti