Non penso di averlo mai detto esplicitamente che io sono un grande appassionato di colonne sonore, forse l’ho menzionato o scritto nella biografia, comunque non ha importanza. Ieri, sabato 8 novembre, sono andato a vedere l’ultimo film di Christopher Nolan, Interstellar, la recensione arriva domani. Voglio focalizzarmi su uno degli elementi che più ho apprezzato delle pellicola che, come avrete presunto dal titolo, è stata la colonna sonora, composta dal sempre magistrale Hans Zimmer.

Seguo e ascolto Zimmer da diverso tempo,possiedo molti dei sui album,  quindi posso affermerà con sicurezza che questa volta il caro Hans si è superato: non posso dire che sia uno dei suoi lavori migliori ma posso di certo affermare che sia uno dei più riusciti, musiche che diventano un tutto uno con le immagini, un simbiosi perfetta e incommensurabilmente magnifica. Zimmer ha optato per un orchestra in cui l’organo è il protagonista, che l’artista considera un trionfo dell’ invenzione umana, “L’organo racchiude un elemento umano, perché ha bisogno del soffio per emettere il suono”, e al suo fianco fiati, archi, pianoforte ed ottoni. Niente elettronica, manipolazioni al computer, il musicista tedesco ha voluto scegliere strumenti analogici creando composizioni sublimi, possenti, che riecheggiano nella sala con forza e tenacia. In questa pellicola il suo lavoro non è stato solamente importante ma fondamentale visto che diverse scene sono mute, perché riprese dallo spazio, ed è li che Zimmer ha dovuto compensare con le sue melodie.

Non sono un esperto di musica ma solo un appassionato, posso solo esprimere il mio parere in modo soggettivo sull’opera di Zimmer e mi pare ben chiaro che mi sia piaciuta parecchio, peccato debba aspettare più di una settimana per l’uscita dell’album ufficiale.


Filippo Giacometti