Tra le ultime produzioni tripla del forte impatto mediatico e le ultime periferiche che fanno gridare al miracolo, alla Gamescom di quel di Colonia c’è stato anche spazio per gli sviluppatori indipendenti provenienti da tutto il mondo. In un angolo dell’area business, ho incontrato alcuni team italiani che hanno mostrato al pubblico specializzato i loro ultimi lavori.

Piccoli studi, perlopiù formati da pochi membri ma con talento e volontà da vendere si sono messi alla prova, sfidando il feroce mercato videoludico in cerca del successo e l’approvazione dei videogiocatori. Una piccola realtà da pochi conosciuta e che vi voglio raccontare attraverso il resoconto di alcuni titoli che ho testato.

Super Cane Magic Zero


Se bazzicate sul web avrete sicuramente sentito parlare di questo progetto pazzesco nato dalla collaborazione di Studio Evil e il noto fumettista/youtuber/viaggiatore del Giappone in bici Simone Albrigi, in arte Sio, che con il canale Youtube Scottecs ha portato la sua comicità no-sense nel mondo.

Super Cane Magic Zero vuole portare lo stile e il mondo demenziale di Sio sugli schermi dei giocatori. Si tratta di un action RPG basato su tre meccaniche fondamentali: credere nelle cose, mangiare le cose e lanciare le cose. Coso, il protagonista del gioco, può credere fino a 3 cose contemporaneamente modificando la realtà. Se ad esempio crede di poter camminare sulla lava allora potrà camminare sulla lava, se crede che le banane esplodono allora le banane esploderanno e così via.

Quando stordiamo un nemico potremmo afferrarlo e lanciarlo contro un muro o contro.. qualsiasi altra cosa, compreso buttarlo nella lava o nell’acqua (che sappiamo tutti è velenosa). Ci sono diversi oggetti che possiamo raccogliere che oltre a lanciare o usare, possiamo anche mangiare con gli effetti che cambieranno in base al personaggio in uso. Ad esempio la signora Mariangiongiangela è in grado di ingerire qualsiasi cosa per aumentare la barra della vita.

Nel gioco ci sono diverse armi ognuna dotata di caratteristiche uniche: katane, bastoni, piedi ecc. Armi che dovremo usare contro avversari di svariato genere uno più assurdo dell’altro.

La modalità che ho provato si chiama Sfide e consiste in esplorare un livello creato proceduralmente sconfiggendo i nemici al suo interno. Una minimappa indica in quale punto ci troviamo e se siamo abbastanza bravi, si arriverà alla stanza del boss. Ci sono ancora alcune cose da sistemare: a volte ci sono troppi nemici su schermo, i nidi (dove escono continuamente nemici se non vengono distrutti) non sono ben evidenziati e non hanno nemmeno una barra dell’energia. I comandi sono da rivedere perché non sono molto immediati.

Il gioco non è puro siosismo (parola inventata) senza senso per soddisfare i fan di Scottecs, ma è anche un gioco adatto a chi cerca una sfida la cui difficoltà può essere personalizzata. Infatti, gli sviluppatori hanno optato per un sistema in cui il giocatore può decidere cosa modificare alcuni elementi del gioco: volete nemici più potenti? Aumentate la loro forza e resistenza. Volete avere meno vita ma armi più forti? Esiste un opzione anche per quello. In questo modo ogni giocatore può modificare il grado di sfida come più preferisce.

Super Cane Magic Zero uscirà entro quest’anno in early-access su PC, Mac, Linux, iOS e Android.

The Town of Light


Abbandonato il forbuffo mondo di Sio, allo stand accanto ha incontrato il team LKA.it il quale portava in fiera un progetto diverso dal solito. In The Town of Light prenderemo i panni di una ragazzina di 16 anni in cura preso l’ospedale psichiatrico di Volterra. Si tratta di un titolo di stampo narrativo il cui scopo è raccontare una storia tra la fantasia e la realtà storica in prima persona grazie anche all’ausilio di Ocolus Rift.

Un titolo del genere è difficile da testare in pochi minuti ma i due anni di ricerca sul campo, in cui sono stati letti diari, visitato più volte il manicomio e cercato testimonianze mi fanno ben sperare sulla qualità del gioco dal punto di vista narrativo. Quel che sarà da vedere è invece la componente di gioco vera e propria: i videogames che si basano solamente sulla storia e l’atmosfera non brillano spesso per un gameplay molto…presente. Il recente Everybody’s Gone To The Rapture ne è un esempio lampante: un titolo bello graficamente, ottime musiche, doppiaggio ed ambientazioni ma praticamente senza nulla da fare se non guardarsi intorno e camminare (anche correre).

Spero vivamente che The Town of Light non minimizzi troppo la sua componente ludica in favore della narrativa.

Die Young


Da come potete presumere dal titolo, l’ultima fatica di IndieGala non è di certo una simpatica avventura in mezzo al bosco in cerca di fragole. Die Young è un titolo platform/adventure in prima persona in cui saremo nei panni di una ragazza finita non si sa come in un isola sperduta.

Al momento il titolo è in una stato embrionale ed è la prima volta che viene mostrato al pubblico, infatti la mappa è ancora piuttosto vuota e non è molto ben chiaro quale sia lo scopo del gioco.

La protagonista ha l’abilità di correre per un buon lasso di tempo, arrampicarsi e saltare sulle pareti. Il primo livello mostrato si svolgeva all’interno di una grotta in cui bisognava usare le rocce come piattaforma per saltare fino a raggiungere l’uscita. Il secondo livello si svolgeva all’aperto dove dopo una sezione platform che mi ha portato in cima di una montagna, sono dovuto scappare da dei cani, i primi di diversi personaggi ostili che incontreremo nel gioco.

L’isola si ispira ai paesaggi mediterranei e a quelli della Grecia moderna.

Race Craft


Ero stanco e stavo cercando una sedia dove riposarmi, ne trova un molto profonda, allungo le gambe per distendermi e sento dei pedali, distendo le braccia e sento un volante, apro gli occhi e vedo un schermo con su scritto Race Craft. Tralasciando queste stupida storiella completamente inventata (non sono così tordo eh), ho giocato a Race Craft, ultima fatica dalla casa di sviluppo indipendente Vae Victis.

Race Craft è un titolo di guida di stampo simulativo con la peculiarità che i tracciati sono generati autonomamente dal gioco stesso, seguendo alcuni parametri imposti dal giocatore. Questo vuol dire che ogni volta che parteciperemo ad una gara ci ritroveremo a correre su un circuito nuovo, con un ambientazione e un clima diverso.

Le automobili saranno personalizzabili con tutta una serie di modifiche sia estetiche che meccaniche, l’intelligenza artificiale degli avversari si adatterà al nostro stile di guida ed è prevista una specie di modalità carriera.

Il gioco è stato sviluppato con un motore proprietario e c’è ancora molto lavoro da fare prima della sua messa nel mercato.

Zheros


Presentato durante la GDC come uno dei giochi appartenenti al programma Microsoft ID@Xbox, Zheros un beat’em up sviluppato da Rimlight Studios che vede protagonisti due eroi galattici impegnati in missioni in giro per l’universo.

Zheros è un titolo che fa del suo punto di forza una sistema di combattimento semplice da apprendere: due tipi di attacchi corpo a corpo, una schivata, lo scudo, un arma a distanza e il salto. Ogni personaggio ha una serie di proprie mosse e sarà nostro compito riuscire a capire cosa usare nel momento opportuno e contro chi per eliminare i nemici che si porranno davanti al nostro cammino.

Nei due livelli che ho provato, uno su un pianeta città e l’altro su uno vulcanico, mi sono trovato senza problemi a mio agio con in mano il controller a scontrami contro avversari di vario tipo. I nemici si dimostrano già variegati e piuttosto tosti da uccidere (il pianeta vulcanico era un livello avanzato nel gioco), come anche i boss che sembrano proporre un buon livello di sfida.

Lo stile grafico di Zheros ricorda molto da vicino la serie Ratchet And Clank: personaggi cartoneschi e cell-shading.

Zheros uscirà su PS4. Xbox e PC ed includerà una modalità cooperativa locale.


Filippo Giacometti