Ogni anno agosto è un mese caldo per i videogiocatori di tutto il mondo. Infatti, in quel di Colonia si svolge una delle fiere più importanti dedicate al settore videoludico: la Gamescom.
Da bravo blogger quale sono, non ho potuto mancare questa occasione per intraprendere un viaggio all’insegna dei videogiochi ma soprattutto per vivere l’esperienza di partecipare ad un così importante evento.

Il mio viaggio comincia il lunedì sera presso l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Volo per le 21:00, due ore di attesa prima dell’imbarco, giro intorno per far passare il tempo quando vedo due facce conosciute: i fratelli Fabio e Andrea Palmisano di Multiplayer.it. Un selfie e un video, ci scambiamo qualche parola, qualche consiglio e gli mostro il mio sito. Alle 21:00 circa ci imbarchiamo insieme.

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Visuale dall’areoporto


Arrivati nella ridente città tedesca, lascio i Palmisano per dirigermi all’appartamento mia futura dimora. Prendo un taxi, arrivo dove dovevo arrivare ma non c’è traccia della persona che avrebbe dovuto farmi entrare in casa. Al telefono c’è la segreteria, nessun messaggio, decido quindi di citofonare a tutti quelli nel condominio ma come risultato ottengo l’arrivo della polizia (arrivati in pochi minuti). Spiegata la situazione e convinto di aver preso una fregatura, arriva un tipo dall’area non esattamente sveglia che dopo mille scuse apre le porte di casa. Si inizia bene.

L’appartamento è piccolo e i letti non molti comodi, in compenso la linea è veloce e c’è un impianto stereo targato Sony. Dormo, pensando a quello che succederà il giorno dopo.

La mattina seguente mi nutro di una sottospecie di dolce a colazione, poi mi dirigo a piedi alla Koelnmesse passando sopra il Reno e  sopra un enorme parco con diverse aree ricreative, un trenino che ne fa il giro e tanti conigli; qui a Colonia non ci sono gli scoiattoli nei parchi, ci sono dei piccoli conigli.

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Sul ponte


Dopo 40 minuti, giungo finalmente alle porte della fiera e mi dirigo verso l’entrata per la stampa. Li ritirò il mio pass e chiedo come arrivare con i mezzi pubblici nel luogo dove si sarebbe svolta la conferenza Microsoft il giorno stesso.

Il pomeriggio mi sposto con il treno verso il posto, un teatro al centro della città di Colonia, vicino al Duomo. Per partecipare alla conferenza non basta avere un pass della stampa, anzi non è nemmeno necessario, bisogna avere un invito da parte di Microsoft o ottenerne uno tramite PR. Ovviamente io non sono uno degli invitati. Mi sono diretto li lo stesso perché mi era stato rivelato da fonti affidabili (i Palmisano) che è facile imbucarsi. Peccato che la sicurezza non sembra pensarla allo stesso modo e senza pass al collo targato Xbox non si può andare da nessuna parte.

Mi chiedo se ci sia un modo per entrare mentre nel frattempo arriva un po’ di gente di Multiplayer.it: Antonio Jodice ritira tranquillamente il suo pass, Antonio Fucito, i Palmisano, il loro ospite Luca e altri rimangono a mani vuote. Dopo diversi tentavi falliti di prendere anche loro il pass, sembra non ci sia modo di entrare quando pochi minuti prima delle conferenza una ragazza della sicurezza ci chiede cosa stavamo aspettando e Fucito gli risponde che volevamo salire su a vedere la conferenza. Così ci lascia entrare e in massa entriamo in sala.

La conferenza Microsoft è interessante ma non ha importanza per me, quel che conta è essere li, vedere di persona quello che ho sempre visto a casa su uno schermo. Microsoft ci regala una copia a testa di Rare Replay. Il gioco è dentro una scatola posta sopra ogni sedia… qualcuno rubacchia qualche copia in più (coff coff Fucito).

Fuori non ci aspetta il buffet che mi sarei aspettato e quindi me ne torno a casa indignato.

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Alla conferenza Microsoft


Il giorno dopo mi sveglio la mattina presto per cercare di entrare anche alla conferenza EA nella Hall 6 della Gamescom. Niente da fare. Nessun modo di intrufolarsi, nessun salvataggio all’ultimo momento. Mi consolo sapendo che è stata uno schifo, almeno secondo Fjona Cakalli di Game’s Princess incontrata nella sala stampa più tardi.

Inizio quindi il mio tour presso i padiglioni, a giocare e testare gli ultimi titoli in anteprima (di cui vi parlerò nel prossimo articolo). Giro per quasi 1o ore, passando ogni stanza giusto per farmi un idea di quanto è grande il posto…enorme. Compro qualcosa nella zona shopping (andate sulla mia pagina Facebook per sapere cosa). Vado nell’area business, quella per i professionisti del settore, dove c’è l’aria condizionata, i massaggiatori, il ristorante e ogni produttore, software house o azienda ha la sua saletta, dove è possibile entrare solo se si ha un appuntamento (o quasi). La zona business occupa 3 hall, ognuna di due piani e ogni tanto capita di perdersi.

Ormai sono le 18 e nonostante la fiera chiuda ufficialmente alle 20, quasi tutti gli stand stanno chiudendo. Me ne torno a casa.

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Lo stand EA per Star Wars Battlefront


Il giovedì apre ufficialmente la fiera, riesco a salvarmi giusto la prima ora dalle 9 alle 10 quando non è ancora aperto il pubblico. Ne approfitto per testare qualche titolo con calma, prima che la ressa di gente rende inagibile camminare per i corridoi. Scappo in sale business. Mi addentro nelle settore degli sviluppatori indipendenti e tra tante nazioni c’è anche l’Italia. Provo un paio di titoli, faccio quattro chiacchiere e ricevo diversi biglietti da visita.

Gamescom italiani

Lo stand degli sviluppatori italiani


Ormai stanco, vado allo stand di Multiplayer.it ma vedendoli impegnati faccio il giro incontrando un sviluppatore/produttore italiano e una ragazza romana abbastanza carina, la quale mi offre una birra mentre mi parla del gioco che stanno mostrando in fiera. Finisco la birra da Multy.it, mi siedo sul loro divano e poi vengo mandato via da Antonio Jodice, il quale ho voluto sottolineare la mia presenza in diretta streaming.

Me ne torna a casa, accompagnando prima Matteo Santicchia al Hotel scoprendo un suo punto debole che non vi dirò mai.

Ultimo giorno, anzi mezzo giorno di Gamescom 2015 per me. Ho il check in alle 17:00 e visto che ci vuole un ora per andare in aeroporto, devo fare in fretta. Riesco a vedere HTC Vive, dopo un ora e mezza di coda. Me ne valeva la pena.

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Tipica coda alla Gamescom


Faccio un po’ di foto a stendiste e cosplayer (in un futuro articolo) e vado in sala business a salutare i ragazzi di Multy.it e la tipa romana.

Esco scattando qualche altra foto e mi avvio per prendere l’aereo.

In aeroporto c’è molto gente proveniente dalla Gamescom, individuabili dai pass al collo o da magliette di ovvia provenienza.

Prendo l’aereo e torno a casa.


Filippo Giacometti