Durante la visione di un film uno degli elementi più importanti per un’esperienza di qualità è senza dubbio il sonoro. Dolby è un’esperta in questo campo e negli anni ha sempre sviluppato nuovi sistemi per immergere lo spettatore nel vivo dell’azione. Dolby Atmos è l’ultima incarnazione di questo concetto: una vera rivoluzione che ha preso piede da già ormai 3 anni nei cinema e che ha da poco raggiunto le case degli amanti dell’home theatre più esigenti.

Tecnologia


Nei cinema inizialmente esisteva il sonoro in mono, ovvero una sola cassa da dove uscivano tutti i suoni. Successivamente ne furono aggiunte altre due: speaker destro, sinistro e centrale (dedicata solitamente alle voci). Poco più in la arrivò la prima versione del Dolby Surround: una serie di casse posizionate sulle pareti laterali e anteriori della stanza, ma tutte emettevano lo stesso suono; dopo poco giunse il passaggio al 5.1 (uno dei primi film fu Apocalypse Now) in cui veniva aggiunta una traccia per i subwoofer e le casse laterali e dietro venivano divise a destra e sinistra. L’ultimo passaggio fu di dividere ancora di più creando così il 7.1 (fece il suo debutto con Toy Story 3). La sua naturale evoluzione avrebbe dovuto prevedere un 9.1 o 11.1 ma sarebbe stata una piccola innovazione che poco avrebbe giovato per gli artisti sonori che lavorano ai film. Che cosa inventare allora?

Dolby Atmos presenta tre caratteristiche fondamentali: l’audio a oggetti, diffusori sul soffitto e la capacità di adattarsi a diverse configurazioni surround.

Durante la creazione di una traccia in Dolby Atmos ogni suono viene inserito all’interno di un oggetto (virtuale). Questo oggetto può essere spostato all’interno di un ambiente tridimensionale senza sia necessario decidere in quale preciso speaker deve venire diffuso. Il tecnico dell’audio muove i vari suoni all’interno di questo ambiente virtuale (che nella realtà equivale alla sala del cinema) creando così la traccia sonora. All’interno delle traccia audio in Dolby Atmos vengono racchiuse le coordinate degli oggetti e il processore audio si occupa di diffondere i suoni nell’ambiente nei punti e nel momento in cui è stato prefissato. In questo modo l’audio non è più vincolato a uno speaker specifico ma si adatta in maniera dinamica alla configurazione dove viene diffuso.

Dolby Atmos ha fatto il suo primo debutto nel lungometraggio d’animazione Disney Pixar: Brave

Dolby Atmos può essere utilizzato in diverse configurazione audio per un massimo di 64 diffusori e 128 suoni contemporanei. Non è quindi necessario aggiungere altre case all’impianto già installato ma sarà sufficiente aggiornare il processore audio a Dolby Atmos.

Per la migliore esperienza, Dolby consiglia di installare delle casse sul soffitto in modo tale che il suono passi sopra la testa dello spettatore. Questa casse ulteriori aggiungono maggior tridimensionalità alla scena.

IMG Cinemas


IMG Cinemas è un multisala di Mestre (Piazza Candiani) promosso dal dott. Gianantonio Furlan (potete leggere un’intervista qui). Si tratta del primo cinema a montare un impianto Dolby Atmos in Italia e anche il primo a usare un proiettore laser Cinemeccanica: Cinecloud Lux. Questi due elementi insieme, uniti anche a  schermi Strong White Screen superbianchi, rendono IMG Cinemas di Mestre una delle strutture per la visione di film più avanzate nella penisola italica.

Il Dott. Furlan ha colto l’occasione di questa nuova costruzione per introdurre il nuovo formato audio, lavorando a stretto contatto con lo studio tecnico di Londra per adattare le 3 sale a Dolby Atmos. Dopo attente analisi dell’architettura delle sale, equalizzazione, allineamento e correzioni dell’impianto, alla fine si è riuscito a raggiungere l’obbiettivo di adattare le sale con tecnologia Dolby Atmos rispettando tutti gli standard.

La coincidenza della costruzione del nuovo multiplex urbano IMG Cinemas a Mestre con l’avvio della commercializzazione di Atmos mi ha convinto a tentare questa nuova sfida

dott. Gianantonio Furlan

L’architettura moderna dello stabile, i prezzi non eccessivi e la posizione in centro cittá hanno reso IMG Cinemas il miglior cinema del Veneto.

La Mia Esperienza


La mia prima visione di un film in Dolby Atmos è avvenuta il 26 dicembre 2013 alle 16:05, sala 4, fila I e posto 19 (Si, tengo i biglietti del cinema). Il film era Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug proiettato in HFR a 48fps con formato sonoro, appunto, in Dolby Atmos.

La sala 4 si presenta di dimensioni medie: 200 posti e uno schermo con un base di 14 metri (in realtà io la considero media ma solo perché l’altro cinema a cui vado è The Space di Limena, la seconda sala più grande in Italia). La prima cosa che noto subito sono le 44 casse posizionate oltre che sulle pareti laterali e posteriori anche sul soffitto con l’aggiunta finale di due subwoofer laterali.

Non voglio focalizzarmi sull’esperienza di un singolo film, visto che oramai in Dolby Atmos ne ho visti già 18 nel corso di questo anno e mezzo di vita di IMG Cinemas. Preferisco parlare della mia esperienza in modo più generale mettendo in luce i motivi per cui penso che Dolby Atmos sia una vera rivoluzione e un piacere per le orecchie.

La sale montano impianti JBL di ottima fattura che ben fanno sentire la loro potenza fin dalla sigla iniziale di Dolby Atmos, che dopo un prova del sorround conclude con un fragoroso crescendo finale che fa tremare l’intera sala (letteralmente). Già la demo basta a ripagare il prezzo del biglietto (mi accontento di poco).

Edge of Tomorrow in Dolby Atmos

Il film fantascientifico con Tom Cruise non è solo spettacolare per gli occhi ma anche, e soprattutto, per le orecchie. Gli ottimi effetti sonori e l’eccellente montaggio audio, uniti alla tecnologia Dolby Atmos, hanno reso la visione di Edge of Tomorrow un’esperienza sonora incredibile.

I film che sono andato a vedere in Dolby Atmos erano prevalentemente di azione: Gli ultimi due Lo Hobbit, The Amazing Spider-Man 2, Edge of Tomorrow, Godzilla, Transformers – L’era dell’estinzione, Lucy, Big Hero 6, Avengers: Age of Ultron, The Hunger Games: Il Canto Della Rivolta Parte 1, Exodus, American Sniper, Guardiani Della Galassia, Tomorrowland, Jurassic World, Terminator Genysis, Jupiter Ascending e Mad Max: Fury Road. Potete trovare di quasi tutti la recensione all’interno del blog.

Dolby Atmos ha reso l’esperienza uditiva di ognuno di questi film più immersiva e intensa rispetto agli impianti tradizionali basati sull’audio a canali. La tridimensionalità sonora permette di avere una maggior percezione degli oggetti in movimento sullo schermo che si spostano in maniera naturale e realistica lungo le file degli speaker. Questo si concretizza in un suono più pulito e cristallino, con un ottimo equilibrio tra alti e bassi. Le voci dei personaggi escono fuori dalla loro bocca, esplosioni e spari riecheggiano per tutta la sala, gli elicotteri passano sopra la testa, i subwoofer convertono ogni botto in una possente onda sonora.

Difficile non rimanere ammaliati e non notare la differenza: non serve essere degli esperti, si sente, si percepisce la qualità di un impianto e di un sistema sonoro diverso da quello a cui siamo stati abituati per anni.

Dolby Atmos a casa


Qualsiasi tecnologia sia passata al cinema prima o poi arriverà anche per le nostre case e Dolby Atmos non fa alcuna eccezione.

Vi sto dicendo che dovrete nuovamente cambiare il vostro impianto audio? Assolutamente no. Uno dei pregi di Atmos è la retrocompatibilità e non è quindi necessario aggiungere obbligatoriamente nuovi diffusori, basta adattarlo alle nuove specifiche.

Se disponete già di un numero sufficiente di diffusori, l’unica cosa che dovete fare per passare al mondo dell’audio a oggetti è cambiare il sintoamplificatore. Onkyo, Yamaha, Pioneer e Marantz, i grandi produttori di impianti Home Theatre hanno aggiornato la loro gamma di prodotti all’ultimo standard, permettendo a chiunque di godersi la magia di Dolby Atmos seduti comodi sul divano del proprio soggiorno (pecunia permettendo). Non è necessario aggiornare il firmware di lettori Blu-Ray o altri prodotti collegati all’impianto, Dolby Atmos viene incapsulato in un normale flusso Dolby True HD o Digital Plus. Sotto questo punto di vista non ci sono molti problemi, ma per quanto riguarda il posizionamento delle casse?

Dolby Atmos per potere gestire il posizionamento degli oggetti ha bisogno di appoggiarsi su almeno due casse sul soffitto, questo significa che la nuova dicitura aggiunge al 5.1, dove 5 sta per il numero di diffusori e 1 per il subwoofer, un cifra in più che va a indicare gli speaker posizionati sul soffitto. La configurazione di base è infatti un 5.1.2: 5 diffusori sul pavimento, 2 sul soffitto e un subwoofer.  Le configurazioni possibili sono svariate e più è alto il numero di diffusori meglio sarà la resa. Se volete sapere quali sono potete visitare la guida ufficiale di Dolby
Adesso che sapete cosa fare per montare il vostro micro cinema certificato Dolby Atmos, potete vedervi il vostro film preferito… ma ci sono in Atmos? Si. Seppur non siano al momento quanti quelli usciti al cinema, la lista dei Blu Ray contenenti traccia in Atmos si sta sempre di più ingrossando, anche se al momento sono prodotti destinati al mercato americano (o almeno non in Italia, per ora, da noi è già tanto se arriva la traccia in DTS 7.1). Potete trovare la lista completa dei Blu Ray su questa pagina del sito Dolby.

Se siete anche amanti del mondo virtuale dei videogame la notizie non sono buone: seppur tecnicamente l’audio dei videogame sia già a oggetti, i titoli ad usare questa tecnologia al momento è soltanto uno e deve ancora uscire. Si tratta di Star Wars Battlefront, lo sparatutto sviluppato da DICE che ci porterà nel mezzo delle battaglie più famose dell’universo di George Lucas.


Filippo Giacometti