Vi siete mai chiesti se esistono altre forme di vita intelligenti alla nostra? Se un giorno decidessero di arrivare sulla terra e compiere il cosiddetto primo contatto. L’umanità sarebbe pronta? Come reagirebbe? Nessuno di noi possiede la vera risposta ma possiamo solo immaginare come potrebbe essere quel momento, esattamente come ha fatto Denis Villeneuve, il regista del nuovo film di fantascienza Arrival.

Arrival è uno dei rari esempi di vero cinema di fantascienza e dimostra come il genere possa essere uno strumento con cui raccontare la realtà, in maniera più dinamica e indiretta. Arrival parte come un film sugli alieni, ma sugli eptapodi permane una foschia di mistero. I veri protagonisti siamo noi, l’umanità che reagisce alla arrivo di qualcosa che non conosce. E come reagisce? Paura? Curiosità? Violenza?

Louise Banks, una brillante linguista, la quale viene chiamata dal governo per comunicare con gli alieni e capire chi sono e soprattutto cosa vogliono. Louise è un personaggio sviluppato tridimensionalmente e interpretato da un eccellente Amy Adams, la quale ci regala una performance in grado di perforare lo schermo.

La colonna sonora di Jóhann Jóhannsson è magnificamente angosciante e criptica, capace di amplificare la potenza visiva della fotografia di Bradford Young, il quale ci regala vedute imponenti della nave aliena e scene che trasmettono forte sensazioni, come il primo incontro con gli alieni.

Arrival è un film meravigliosamente diretto con una trama capace di stuzzicare le menti più acute ed emozionare allo stesso tempo. Ogni pezzo ha il proprio posto e, seppur rimangano ancora dei misteri da scoprire, la sceneggiatura non è afflitta da buchi e riesce nel difficile tentativo di essere intricante e affascinante ma mai difficile da comprendere.

Arrival è un film che consiglio agli amanti del buon cinema e soprattutto della fantascienza. Non ve ne pentirete.


Filippo Giacometti